Stefano D'Anna - sax soprano e tenore

Daniele Pasini - flauto

Alessandro Diliberto - piano

Matteo Marongiu - contrabbasso

Roberto Migoni - batteria

Simone Floris - clarinetto e clarinetto basso

Sebastiano Meloni - piano accordion

Mauro Piras - trombone

Elsa Paglietti, Simone Soro - violini

Angela Zienko - viola

Gianluca Pischedda - violoncello

 

Questo quinto CD nasce dalla collaborazione con Serena Pisu, chitarrista e cantante, con la quale Daniele Pasini ha condiviso momenti di animazione musicale durante l’adorazione presso la Basilica di Sant’Elena Imperatrice.


Copertina: Enrico Deiana
 

https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_m3IRQf-54Nwo1VazoFDTDDWc_FUYcpjcw

Stefano D'Anna - sax soprano e tenore

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Mauro Piras - trombone

Elsa Paglietti, Simone Soro - violini

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Ho collaborato alle tracce “Veni Creator” e “Peace to You”.

 

“Peace to You” è stata presa dall'album “Music in Pentecost day

Sito Internet dedicato alle attività musicali, artistiche e didattiche del M° Daniele Pasini, flautista, improvvisatore e insegnante di Scuola Primaria.
 

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di Maestro Daniele Pasini 

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L’associazione “Le Querce di Mamre” nasce ufficialmente nel 2019 - anche se inizia il suo servizio nel 2018 - ed ha come mission quella di vivere la solidarietà verso i più poveri e dare una speciale attenzione a coloro che vivono situazioni di difficoltà umana, spirituale e materiale. Ci impegniamo nella diffusione di una cultura della solidarietà, dell’accoglienza e del rispetto della diversità.

Custos, quid de nocte?"

L’uomo ama le risposte, ma non c’è risposta che possa eguagliare la preziosità di una domanda. L’uomo stesso è fondamentalmente una domanda, un cercatore di senso e di vita. “Quanto resta della notte?”.

Questa domanda nasce dalla stanchezza dell’attesa, dall’impazienza di chi vorrebbe tutto e subito, dall’inesperienza sui tempi lunghi della speranza. La gente che si accosta alle nostre realtà è stanca di soffrire e si chiede “fino a quando?”. 

Sostegno alle Nuove povertà.

 

Con questa espressione si fa riferimento a soggetti che si trovano in una condizione di vulnerabilità, vale a dire che hanno un percorso lavorativo precario e instabile o che sperimentano al livello delle relazioni sociali un senso di insicurezza e fragilità. 

Ma chi sono i nuovi poveri?

 

La popolazione senza reddito da lavoro, di cui gli anziani e in generale la popolazione marginalizzata fanno parte, rientra nei tradizionali profili di povertà. Ma oggi emerge una nuova categoria di poveri: si tratta di persone che lavorano, occupate ma con un reddito insufficiente. Giovani coppie con figli che hanno visto improvvisamente peggiorare le proprie condizioni di vita. Da un lato, dunque, i profili classici della povertà: la popolazione vulnerabile, marginalizzata e senza reddito da lavoro, perlopiù anziana; dall’altro un profilo emergente che comprende i “nuovi poveri”: giovani con un impiego e con un’età media intorno ai 40 anni. A rendere reale questa amara fotografia si aggiungono le povertà educative, psicologiche e relazionali. La pandemia, i lockdown e gli effetti provocati dalla guerra in Ucraina hanno accentuato le situazioni di disagio, soprattutto all’interno dei nuclei familiari che si trovavano già in difficoltà economiche.

Attraverso l’opera delle due Comunità di accoglienza, di “#prima gli ultimi“, “Rondini nella mente”, il servizio di “sentinelle” attraverso l’apertura di un numero di cellulare h24 al servizio di ogni emergenza e dedicato all’ascolto e il servizio di accoglienza, cerchiamo di essere sul territorio, segno e risposta.


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